Eppi
 

Zona Eppi

 

 

Carissimi colleghi,
l’emergenza sanitaria che sta interessando tutto il nostro Paese, indipendentemente da situazioni locali più o meno gravi, è destinata a provocare ripercussioni sul piano personale e famigliare, probabilmente mai subite nell’epoca contemporanea susseguente all’ultimo conflitto mondiale.
Dopo le prime sottovalutazioni per una situazione che mai avremmo pensato potesse verificarsi nella nostra “evoluta” società, stiamo toccando con mano la paura per la nostra salute e quella dei nostri cari.
Oltre alle difficoltà contingenti per l’esercizio del nostro lavoro, la volontà, la determinazione, la pervicacia che caratterizza il nostro essere professionisti è messa a dura prova da un evento che in tutta la sua drammaticità ci mette a nudo e ci dimostra quanto siamo vulnerabili, impotenti e fragili.
Basta un “microscopico essere” per annullare ogni nostra certezza, per compromettere i nostri progetti, i nostri sogni.
La paura genera inevitabilmente disorientamento e irrazionalità, nelle relazioni e nei comportamenti. Non dobbiamo e non possiamo però permettere che la paura diventi angoscia e disperazione. Ritengo che l’unico antidoto a questa possibile degenerazione sia il senso di comunità che dobbiamo affermare. Solo tutti assieme potremo superare e anzi uscire arricchiti e rafforzati da questo evento.
Tutti credo siamo consapevoli che dovremo modificare il nostro essere “persone”, nel senso più ampio ed articolato del termine. Anche il nostro rapporto con il lavoro, con gli strumenti che utilizziamo quotidianamente, con le nostre abitudini, con i nostri affetti, dovrà mutare per contrastare non solo l’emergenza contingente, ma tutto il nostro vivere futuro; dovremo scoprire nuove dimensioni, nuovi paradigmi.
In tutto questo il nostro Ente di previdenza dovrà fare la sua parte, non solo per il sostegno contingente – sospensione dei termini di pagamento e dei contributi, specifici aiuti economici e sanitari che sicuramente adotteremo nelle prossime settimane e mesi – ma soprattutto dovrà assumere quella dimensione di “previdenza ed assistenza” che sia adeguata alle nuove esigenze, che sia capace di rispondere alle emergenze senza considerarle straordinarie e soprattutto contribuire a prevenirle. Dobbiamo creare un Ente capace di dare certezze contrastando il timore e l’incertezza per gli eventi avversi. Dobbiamo veramente diventare una comunità solidale e capace di rialzarsi in ogni momento ed in qualsiasi situazione. Sono certo che la vostra intelligenza, la vostra responsabilità e saggezza renderanno tutto questo fattibile.
Esprimo la mia vicinanza a tutti i colleghi in difficoltà e a quelli che purtroppo lo saranno nelle prossime settimane, a loro un augurio fraterno e l’assicurazione che il nostro Ente di previdenza non abbandonerà nessuno.
Un forte abbraccio a tutti voi e a tutti i vostri cari, in particolare a tutti quelli colpiti da problematiche sanitarie.

Roma lì, 10/03/2020

Il Presidente
Per. Ind. Valerio Bignami

 

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