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Dal 1° gennaio 2018 entra in pieno vigore il nuovo Regolamento per l’attuazione delle attività di previdenza. Vediamo in sintesi le novità approvate.

Art. 8 - Criteri di attribuzione dei versamenti

Dal 1° gennaio 2018 i versamenti, a qualunque titolo effettuati, saranno prioritariamente imputati a copertura delle eventuali spese legali che l’Ente avesse sostenuto per il recupero dei contributi previdenziali e/o oneri accessori. I versamenti in conto contributi saranno, invece, attribuiti prima di tutto a copertura della contribuzione integrativa (partendo dal debito più antico per giungere a quello più recente), quindi della contribuzione di maternità ed infine di quella soggettiva. Analogo discorso riguarda gli interessi di mora e sanzioni, i cui importi versati seguiranno il medesimo iter di attribuzione.

Art. 10 – Interessi di mora e sanzioni per il ritardato pagamento dei contributi

Fino al 23 luglio scorso, il Regolamento prevedeva tassi di interesse delle sanzioni del 5% annuo. Dal 24 luglio invece, grazie alle modifiche approvate – che ancorano il tasso delle sanzioni alla media quinquennale dei tassi di rivalutazione dei montanti previdenziale con maggiorazione di 2 punti percentuali – il nuovo tasso annuo è diventato del 2,6714%, con una riduzione rispetto al precedente tasso di quasi il 50%. Dal 1° gennaio 2018 il tasso sarà del 2,5486%.

Articolo 11 - Obbligo delle comunicazioni e sanzioni nei casi di omessa, ritardata e irregolare trasmissione delle stesse o infedele dichiarazione

Alleggerito anche il regime sanzionatorio per le ipotesi di tardiva presentazione delle comunicazioni obbligatorie verso l’EPPI: saranno infatti considerate “tardive” se presentate entro 60 giorni dalla loro naturale scadenza, ed “omesse” se presentate oltre quel termine. Le comunicazioni tardive determineranno l’applicazione di una sanzione di 30 euro, quelle omesse di 100 euro. Anche in questo caso la diminuzione delle sanzioni è sensibile: rispetto alla sanzione massima precedentemente applicabile di 226 euro, abbiamo una riduzione di oltre il 55%.
Inoltre, le sanzioni per infedele comunicazione scatteranno unicamente se i contributi evasi siano superiori a 500 euro. In questo caso le sanzioni saranno pari al 40% delle maggiori somme dovute.

Tabella di sintesi Sanzioni articoli 10 e 11:

  Ante 24 luglio 2017 Dal 01 gennaio 2018
Sanzioni articolo 10 5% 2,5486%
Sanzioni articolo 11 per omessa o ritardata comunicazione
  • Da 0 a 30 giorni di ritardo: 53 euro
  • Da 31 a 60 giorni di ritardo: 111 euro
  • Oltre 61 giorni di ritardo: 226 euro
  • Da 0 a 60 giorni di ritardo: 30 euro
  • Oltre 61 giorni di ritardo: 100 euro
Sanzioni articolo 11 per errata o infedele comunicazione Da 53 a 226 euro (senza soglia di comporto) 40% dei maggiori contributi accertati (solo nel caso questi siano maggiori a 500 euro)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nuove disposizioni per gli eredi non aventi diritto alle prestazioni previdenziali

Può capitare che un iscritto deceda senza lasciare eredi aventi diritto ad una prestazione previdenziale (pensione o restituzione del montante contributivo). In questi casi, grazie alla modifica introdotta, sarà richiesto il pagamento della sola contribuzione integrativa. È stato introdotto anche il principio di intrasmissibilità agli eredi delle sanzioni, comminate al dante causa, per la tardiva od omessa presentazione delle comunicazioni obbligatorie, così come per l’infedele comunicazione.


PER TUTTI I DETTAGLI: 
Consulta QUI il nuovo Regolamento per l’attuazione delle attività di previdenza.

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