Eppi
A caccia di futuro
12 November 2014
 

Zona Eppi

 

 

 

Saranno gli oltre 600 delegati di tutta Italia a scegliere il futuro dei periti industriali. L’obiettivo del Congresso straordinario “Andare Oltre. Un paese e una categoria alla ricerca di un nuovo equilibrio promuovendo lavoro e welfare”, che si concluderà sabato 15 novembre, è proprio quello di fare una valutazione che condizionerà definitivamente le sorti della categoria, per non perdere il treno del mercato del lavoro e avere poi una previdenza adeguata.

Dunque si tratta di fare una scelta su uno snodo decisivo per categoria: da una parte stabilire se porre o meno il titolo di laurea come requisito obbligatorio per esercitare la professione di perito industriale, dall’altra valutare l'ipotesi di accorpamento definito verticale con l'ordine degli ingegneri. “E’ un congresso straordinario” ha detto il presidente del Cnpi Giampiero Giovannetti “perché nulla è più come prima sia all'interno della nostra categoria che al di fuori. Il complesso di riforme che si sono susseguite senza sosta nell'ultimo decennio ci impone una seria riflessione per consentire ai periti industriali di fare quel balzo nel terzo millennio e continuare a contribuire alla crescita del Pil del nostro paese”. Tre giorni di dibattito quindi che intendono collocare le questioni inerenti ai professionisti tecnici nel più ampio contesto nazionale, non dimenticando una dimensione europea. Si parlerà perciò di formazione per i futuri accessi all’albo ai nuovi modelli di organizzazione della professione come ricetta anti-crisi fino ai temi della previdenza, in particolare la discussione su alcuni meccanismi che possano rendere più solidale il metodo di calcolo contributivo. Il confronto sulle posizioni dei professionisti tecnici vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, di esperti del sistema delle professioni regolamentate, di autorevoli politici.

Nel Congresso, si aprono anche questioni legate al sistema del Welfare. “Sono determinato” ha detto Valerio Bignami, presidente dell’Ente di previdenza periti industriali “ad aprire un percorso per individuare un nuovo modello di welfare, un sistema complessivo e non episodico di interventi.”
Le Casse di previdenza dei liberi professionisti, infatti, sono al centro di due provvedimenti che ne stanno minando la loro stessa funzione. Da una parte, la Legge di stabilità in approvazione vuole confermare la tassazione sulle rendite del patrimonio al 26%, “tagliando la possibilità di mettere in campo  iniziative tese a produrre posti di lavoro”. Le Casse, però, non sono in vendita, non intendono accettare logiche di patteggiamento con la politica, mentre sono determinate a “partecipare con una politica di investimento autonomo allo sviluppo economico del Paese”.
D’altro canto, il sistema di rivalutazione  dei contributi previdenziali degli iscritti è legato ad un sistema pericoloso, che per il 2015 addirittura impone dei valori al negativo, rischiosi per le future pensioni.
“Non scherziamo, conclude Bignami, non sarò certo il presidente ricordato come colui che ha diminuito il patrimonio pensionistico degli iscritti. Ritengo un tema serissimo la prospettiva di rivalutare nel 2015 negativamente i contributi (per il vincolo del Pil), perché incide sul valore dei risparmi che tutti i contribuenti, privati o pubblici, accantonano per la pensione. Per quanto riguarda i periti industriali,  se sarà necessario metteremo in campo anche azioni eclatanti di disobbedienza: ho il dovere di difendere il potere d’acquisto delle future prestazioni dei liberi professionisti iscritti all’ente di previdenza.”

 

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