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Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso degli Agrotecnici e restituisce alle Casse di previdenziali “virtuose” piena autonomia: potranno pagare pensioni più alte, senza dover aumentare i contributi. Il Consiglio di Stato (sentenza 3859/2014) ha chiarito come il criterio di rivalutazione dei contributi pensionistici definito dalla Riforma Dini (legge 335/1995) debba intendersi come quello minimo (che deve essere sempre riconosciuto), mentre le Casse di previdenza “virtuose” e con i conti in ordine possono riconoscere rivalutazioni maggiori “consentendo di erogare trattamenti pensionistici più alti”. Soddisfazione, anche per il presidente Eppi, Valerio Bignami: “questo significa che bisogna sempre osare con atti provocatori, che forse in passato il mondo delle Casse dei professionisti non ha avuto il coraggio di deliberare. Certo, forse sta cambiando qualcosa anche nella società civile e nelle direttive della magistratura”.
Dunque aveva sbagliato il Ministero del Lavoro a bloccare la delibera della Gestione previdenziale degli Agrotecnici e degli Agrotecnici laureati (inclusa nella Fondazione Enpaia), che aveva chiesto di poter aumentare la rivalutazione dei contributi previdenziali dei propri iscritti, per poter erogare loro pensioni significativamente più alte.


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