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Con un altro via libera dei Ministeri Vigilanti, i professionisti iscritti alla Cassa dei Periti Industriali vedono aumentato il proprio “conto corrente” previdenziale grazie alla maggiore rivalutazione rispetto a quanto previsto per legge.

La decisione del 4 maggio 2018 dei vertici dell’EPPI di rivalutare oltre i tassi di legge i montanti degli iscritti alla Cassa per le annualità 2014, 2015 e 2016 ha ottenuto ieri il lasciapassare dei Ministeri Vigilanti.
L’operazione vale 20,3 milioni di euro. La maggiore rivalutazione garantita, che andrà a valere sul futuro assegno pensionistico, è già verificabile direttamente da ogni iscritto accedendo alla propria area riservata. Un’attenzione che dà prova della volontà di costruire con gli iscritti un rapporto improntato sulla massima trasparenza e concretezza, dando immediato e tangibile riscontro dell’operato della Cassa per migliorare la pensione del domani dei professionisti periti industriali.
Il provvedimento è l’ultimo di una serie positiva di deliberazioni a favore di assegni pensionistici sempre più adeguati che, dopo il consueto iter, sono state approvate dai dicasteri del Lavoro e dell’Economia (vedasi tabella seguente di dettaglio). Segno questo che un’attenta e prudenziale gestione patrimoniale e finanziaria può realmente far funzionare il sistema previdenziale di metodo contributivo, nonostante la sua giovane età.
Nel complesso, infatti, la serie delle disposizioni trasmesse dal Consiglio di Ammnistrazione dal 2014 al 2018, e successivamente approvate dai Ministeri Vigilanti, hanno generato un totale di 133,7 milioni di euro di risorse distribuite sui “conti correnti” previdenziali degli iscritti: 104,1 milioni derivanti dalla distribuzione del contributo integrativo riferito alle annualità dal 2012 al 2016, e 29,6 milioni derivanti dalla maggiore rivalutazione dei montanti rispetto ai tassi di legge riferiti alle annualità dal 2013 al 2016.
“Questo è un traguardo che ci sprona più che mai a continuare nel cammino intrapreso – ha commentato a caldo il Presidente Valerio Bignami – e nell’assidua attività di servizio per il bene comune dei nostri iscritti.”

 

Tabella: Provvedimenti e risorse distribuite sui montanti degli iscritti EPPI

ANNO DELIBERA CDA EPPI

RISORSE DISTRIBUITE SUI MONTANTI

2014

13,5 milioni di euro di contributo integrativo distribuito per l’anno 2012.

 

2014

24,9 milioni di euro di contributo integrativo distribuito per gli anni 2013 e 2014.

 

2015

9,3 milioni di euro di maggiore rivalutazione

per gli anni 2013 e 2014.

 

2017

19,5 milioni di euro di contributo integrativo distribuito per l’anno 2014.

 

2017

22,7 milioni di euro di contributo integrativo distribuito per l’anno 2015.

 

2018

23,5 milioni di euro di contributo integrativo distribuito per l’anno 2016.

 

2018

20,3 milioni di euro di maggiore rivalutazione

per gli anni 2014, 2015 e 2016.

 

 

 

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Un avanzo di oltre 31,1 milioni di euro: questo il principale positivo risultato economico che l’EPPI – Ente di Previdenza dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati – eredita dalla gestione dell’esercizio dell’anno precedente. 

Un risultato che non fa che confermare come le scelte messe in campo dagli organi dell’Ente in questi vent’anni abbiano ormai tracciato un percorso di consolidamento e crescita del sistema EPPI, di cui gli iscritti stanno già beneficiando. Sia in termini di servizi di welfare oggi disponibili, che di adeguatezza dei futuri assegni pensionistici. 

Il documento di bilancio, proposto dal Consiglio di Amministrazione a fine marzo scorso e approvato dal Consiglio di Indirizzo Generale il 30 aprile, registra un altro significativo dato: quello relativo agli investimenti e alla loro redditività. Nel 2018 la Cassa dei Periti Industriali ha raggiunto un patrimonio di oltre 1,3 miliardi di euro (il 6% in più rispetto al 2017), raggiungendo una positiva redditività pari al 2,49% al lordo delle imposte. Tali risultati sono ancor più apprezzabili se si considera che l’Ente non si è avvalso della possibilità di svalutare i titoli che al 31 dicembre registravano un valore di mercato inferiore al valore d’acquisto (facoltà prevista dalla norma transitoria n° 136/2018 del 17 dicembre 2018). Nonostante la continua incertezza dei mercati quindi, soprattutto nell’ultimo trimestre 2018, l’Ente è riuscito, con prudenza e attenzione, a garantire plusvalenze che andranno sempre a beneficio della sostenibilità e adeguatezza delle prestazioni e dei servizi per gli iscritti. D'altronde, per un Ente di previdenza giovane con l’EPPI (così come per tutte le c.d. Casse del 103), gli investimenti, se gestiti con oculatezza e ponderatezza, rappresentano in questo senso una delle leve più importanti.

Passando ai dati relativi alla platea degli iscritti (i cui redditi dichiarati, così come il volume d’affari, vedono in valore medio un ulteriore aumento rispetto al 2017), i periti industriali in attività sono 13.702. Altro dato che li riguarda è il contributo soggettivo versato, che nel corso del 2018 ha fatto un balzo in avanti dell’8% rispetto all’anno precedente. Crescita questa anche da imputare alla c.d. “riforma EPPI”: introdotta nel 2012, ha aumentato dell’1% di anno in anno la quota di soggettivo da versare all’Ente, che si assesta oggi al 18%. Una misura che fu all’epoca impopolare, ma di cui già oggi si possono rilevare i positivi effetti. Gli iscritti in pensione, invece, al 31 dicembre 2018 sono complessivamente 4.432.

Infine, sul fronte assistenziale e del welfare, i servizi, i benefici, le tutele e i vari sostegni messi a disposizione degli iscritti e dei loro famigliari, valgono per il 2018 2,8 milioni di euro (il 9% in più rispetto al 2017). Segno che l’offerta concretizzata incontra sempre più i reali bisogni degli iscritti. 

“Siamo ora in una fase di rilancio – ha commentato il Presidente Valerio Bignami –; il percorso fin qui svolto è stato attentamente analizzato e interpretato, affinchè le prossime fasi e progettualità siano sempre più aderenti al contesto in cui operiamo ed in sintonia con le esigenze dei nostri colleghi professionisti. In generale, sarà dirimente comprendere, studiare ed implementare in maniera giusta ed equilibrata le diverse ‘anime’ che muovono la mission della nostra Cassa: dal garantire la previdenza facendo anche assistenza, al ricercare un costruttivo dialogo con lo Stato e le pubbliche amministrazioni sostenendo i nostri professionisti iscritti nei diversi ambiti della vita lavorativa e personale”.

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